Testo
5 millenni fa, dove il fiume scorre lento,
nacque una civiltà che sfidò ogni evento.
Siamo nella Valle dell’Indo, tra l’India e il Pakistan,
città nate con ordine
Mohenjo-Daro e Harappa, le regine della piana,
con mattoni cotti in forno, un’idea mica strana!
Niente templi colossali o palazzi per i re,
ma case quasi uguali, per ogni cittadino che c'è.
Avevano strade a scacchiera, larghe e tutte dritte,
e ingegnose fognature, per strade sempre asciutte.
Il "Grande Bagno" al centro, una vasca per lavarsi,
per essere puliti prima di incontrarsi.
Non usavano le spade, non cercavano la guerra,
amavano il commercio e i frutti della terra.
Zebù e bufali al pascolo, grano nel granaio,
lavoravano il cotone, bravissimi al telaio.
Furono i primi al mondo a tessere filati,
creando abiti leggeri, freschi e colorati.
Sui sigilli di terracotta incidevano pensieri,
con disegni di unicorni e animali fieri.
Ma la loro scrittura resta un grande mistero:
nessuno l'ha svelata, il segreto è ancora intero!
Viaggiavano lontano, fino in Mesopotamia,
portando oro e lapislazzuli con la loro mercanzia.
Usavano pesi precisi, cubetti di pietra chiara,
perché la loro vendita fosse giusta e mai amara.
È la Civiltà dell’Indo, un mondo di pace,
dove vivere insieme a tutti quanti piace.
Avevano persino i giochi per i loro bambini:
dadi, biglie e carretti per i più piccini.
Poi l’Indo mutò il corso o il suolo s'è seccato,
ma il loro grande esempio non è dimenticato.
Se vedi una città con le strade ben curate,
pensa a quegli antichi amici e alle loro trovate.
Dall’igiene al cotone, sono ancora qui vicini,
i nonni della storia di noi cittadini.