Testo
Lui era un principe, Siddharta il suo nome,
India antica, tra sfarzo e corone.
Nato nel lusso, protetto dal male,
ma un giorno uscì, vide il mondo reale.
Scoprì la vecchiaia, la malattia e la morte,
capì che l’oro non cambia la sorte.
Ma vide un asceta in pace profonda,
toccato da una luce che tutto circonda.
A 29 anni lasciò quel castello,
cercando un senso più puro e più bello.
Mendicante fece il digiuno, una vita dura,
ma l'odio del corpo non è la misura.
Capì che il troppo e il nulla son vizi,
non portano pace, ma solo supplizi.
Scelse il sentiero che sta proprio in mezzo,
per dare alla vita il suo vero prezzo.
Sotto un albero di fico, restò in meditazione,
divenne il Buddha, trovò l’Illuminazione.
Spiegò le Quattro Verità al mondo intero,
il dolore esiste, ma c'è un rimedio vero.
"Tutto trascorre" fu il suo grande grido,
nulla è per sempre, non c'è porto o nido.
È l’attaccamento che ci tiene prigionieri,
tra i rimpianti di ieri e i desideri terreni.
Il Samsara è tempesta, un fiume che esonda,
sii la tua isola, la tua ferma sponda.
Propose la Via di Mezzo, il giusto equilibrio,
niente eccessi, per non finire in delirio.
Tracciò un sentiero di otto gradini,
per rendere gli uomini più saggi e vicini.
Insegnò l'amore e la compassione,
per ogni creatura, senza distinzione.
Nirvana è la meta, spegnere il fuoco,
capire che l'ego è soltanto un gioco.
Non è un Dio da pregare lassù,
è una luce che accendi, sei anche tu.
Oggi lo chiami Zen o meditazione,
ma è la sua antica rivoluzione.
In questo caos di notifiche e fretta,
il Buddha ti indica la strada corretta.
Trova il silenzio, il tuo centro profondo,
per dare più pace a tutto il mondo.
Siddharta ci insegna, con grazia e con cuore,
che la vera ricchezza è un raggio d’amore.