Testo
10.000 anni avanti Cristo, cambia il clima nel mondo
finisce la glaciazione, tutto è più fecondo.
La terra si scalda, nascono foreste e prati
e noi da nomadi diventiamo finalmente stanziali.
Non fu un passaggio veloce, un colpo di mano,
fu un viaggio lentissimo percorso piano piano.
Per 6.000 anni l’uomo ha imparato e provato,
generazione dopo generazione, il mondo è mutato.
Scegliamo un terreno fertile, vicino ad un fiume
per far crescere la vita e cambiare costume.
Seminiamo frumento, orzo, legumi e pure il lino
l’agricoltura è il nostro nuovo destino.
Usiamo falci di legno e selce per il raccolto
e macine di pietra per il grano colto.
Addomestichiamo il cane, la capra e il maiale
latte, lana e carne: un patto speciale.
La pietra non è più solo scheggiata e dura
ma levigata e liscia, una nuova procedura.
Con l'argilla cotta facciamo vasi e stoviglie
per conservare i semi e sfamare le famiglie.
Le donne intrecciano lino e lana col telaio
nascono i vestiti, addio vecchio cuoio!
Si vive in villaggi, in capanne o palafitte
c’è un capo che decide, e le prime regole anche se non scritte.
Nasce il baratto: io do il mio grano a te
tu mi dai un vaso o un attrezzo per me.
Ognuno ha il suo compito, la specializzazione:
artigiano o contadino, è una rivoluzione!
E per ringraziare la Terra che ci dà il pane
adoriamo la Dea Madre, tra preghiere profane.
Alziamo pietre giganti che guardano il cielo
Menhir e Dolmen, togliamo ogni velo.
Grandi templi di pietra, i Megaliti imponenti
per onorare gli antenati e i loro insegnamenti.
Poi, quasi alla fine di questa lunga era,
scopriamo un segreto nella roccia vera.
Il fuoco fonde il sasso, il metallo compare
e l’Età della Pietra sta per terminare.
Te lo anticipo: prima il rame, poi il bronzo e poi il ferro più fiero,
il progresso dopo il Neolitico corre davvero!
Ma quel mondo lontano non è mai svanito,
è nel pane che mangi, in ciò che è fiorito.
Dalla prima capanna alle grandi città,
tutto è iniziato in quella lontana età.
Ogni nostra scoperta, ogni grande invenzione,
è figlia di quella prima stabilizzazione.