Testo

Sono nato a Zante, mare greco, sangue veneziano Tra onde e cultura, con un sogno in mano. Fine Settecento, il mondo sta girando Io cerco la libertà, la sto quasi toccando. Mi chiamavo Niccolò ma ho scelto Ugo per la vita Volevo un nome forte per la mia salita. Credevo in Napoleone, vedevo la speranza Ma col Trattato di Campoformio persi la sostanza. Venezia fu ceduta, il mio sogno infranto Ma non mi sono piegato, ho continuato a tanto. Non ho giurato fedeltà all'Austria, mai Ho scelto l'esilio, i miei principi sono i miei guai. Ho scritto "Le Ultime lettere di Jacopo Ortis" Un romanzo d'amore e patria, senza peace. Come Werther ma italiano, più passionale Il dolore di chi ama e lotta per l'ideale. Teresa non poteva essere mia Ma l'amore e la patria erano la stessa via. Poi "A Zacinto", il mio cuore in un sonetto "Né più mai toccherò le sacre sponde", è il mio letto. L'esilio è stato duro, lontano dalla terra madre Ma la poesia mi ha dato forza come un padre. Nei "Sepolcri" ho urlato la mia verità A che servono le tombe? A dare eternità! Non per i morti, ma per chi resta a ricordare Le grandi imprese nel marmo devono brillare. Se hai fatto qualcosa di grande, non muori davvero La memoria ti tiene vivo, è il mio pensiero. Corrispondenza d'amorosi sensi, legame eterno Tra chi se n'è andato e chi vive nel mondo moderno. Ho viaggiato tanto, Milano, Svizzera e Londra Sempre con pochi soldi ma con l'anima che sfonda. Un dandy appassionato, pieno di debiti e cuore Ho vissuto intensamente, con onore. Sono morto povero, a Turnham Green, lontano Ma il mio messaggio è ancora qui, mano nella mano. Ti insegno a non venderti mai al potere A lottare per i tuoi ideali, è il tuo dovere. Anche se il mondo crolla e ti senti straniero Resta fedele a te stesso, sii sincero. Io vivo in chi non abbassa la testa La libertà è la nostra festa.
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Ugo Foscolo non è semplicemente un autore da studiare sui libri, ma l'incarnazione stessa della passione e della libertà. Nato tra l'azzurro del mare greco di Zante e l'amore viscerale per l'Italia, Foscolo rappresenta il perfetto ponte tra la perfezione classica e la tempesta emotiva del Romanticismo.

La sua vita fu un'avventura straordinaria, guidata da quella che lui chiamava la "religione delle illusioni": credere ciecamente nell'amore, nella bellezza e nella patria, anche quando tutto sembra perduto. Non fu solo un letterato, ma un uomo d'azione e di coerenza: scelse la dura via dell'esilio pur di non piegare la testa davanti al potere, dimostrando un'integrità morale rarissima.

Con capolavori come Dei Sepolcri e Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis, ci ha regalato un messaggio di speranza immortale: la morte non vince finché esiste il ricordo. Attraverso la "corrispondenza d'amorosi sensi", Foscolo ci insegna che l'arte e gli affetti possono renderci eterni. Un ribelle dal cuore nobile che ci invita, ancora oggi, a vivere la vita con ardore, coraggio e poesia, trasformando ogni dolore in bellezza eterna.