Testo
Non è solo un ordine su un'app di food,
Margherita di Savoia ha creato il mood.
Napoli, 1889,
la Regina ha fame e la storia si muove.
Siamo a Capodimonte, aria di corte e di mare,
ma Margherita è stufa del solito mangiare.
Basta caviale, basta piatti d'argento,
vuole il gusto del vicolo, il vero fermento.
Chiama Umberto, il Re, e gli dice: "Senti qua,
voglio la pizza vera, quella della città".
Non è un capriccio, è voglia di realtà,
umanizza il trono, cerca la verità.
Arriva Raffaele Esposito, il boss del forno,
con la pala in mano, non si guarda attorno.
Tre pizze sul tavolo, la sfida è servita,
Un'intuizione che gli cambia la vita.
La prima è bianca, col lardo e il formaggio,
la seconda col pesce, gran gusto all’assaggio.
Ma è la terza che ruba la scena, come ossessione,
bianco, rosso e verde: che combinazione!
Mozzarella filante come neve sul monte,
pomodoro che scotta, il basilico è il ponte.
Il tricolore nel piatto, un inno al sapore,
addenta la pizza con immenso amore.
Questa è la pizza che porta il suo nome!
Da cibo dei poveri a simbolo nazionale,
Margherita di Savoia ha rotto ogni segnale.
Sdogana il piatto, lo rende regale,
un ponte tra il popolo e il rito feudale.
C'è una lettera scritta, un grazie sincero,
che firma il mito e lo rende vero.
Oggi la trovi ovunque, da Roma a New York
La mangi con le mani senza coltello né fork.
Dalla Reggia alla strada, il sapore ci invita,
grazie Regina, lunga vita alla Margherita.