Testo
Vi porto in Anatolia, la Turchia del passato,
dove un popolo forte la storia ha cambiato.
Correva l'anno 1200 avanti Cristo,
qualcosa di simile non s'era mai visto.
Sono gli Ittiti, guerrieri e inventori,
del ferro e del fuoco i primi signori.
Hattusa è la capitale, mura giganti,
per proteggere tutti, soldati e mercanti.
Mentre il mondo usava il bronzo leggero,
loro scoprono un metallo scuro e sincero.
Si chiama Ferro, è duro e potente,
spaventa i nemici, sorprende la gente.
Tengono il segreto nelle fucine,
sciolgono rocce, superano i confini.
È la tecnologia, il balzo in avanti,
che li rende speciali in mezzo a tanti.
Sui carri da guerra, veloci come il vento,
3 uomini sopra, un gran movimento.
1 guida i cavalli, 1 lancia la freccia,
l’altro con lo scudo protegge la breccia.
Nessuno li ferma, sono un uragano,
conquistano terre, vanno lontano.
Sembrano invincibili, duri come la roccia,
ma la storia ci insegna un'altra strada che sboccia.
Ma la forza più grande non è la battaglia,
quando la rabbia il cuore ti taglia.
Contro l’Egitto, col Faraone,
ci fu uno scontro, una grande questione.
A Kadesh si fermano, basta lottare,
decidono insieme di non odiare.
Scrivono un patto, il 1° della storia,
la pace vale più di ogni gloria.
Si chiama Trattato, una stretta di mano,
per andare insieme lontano lontano.
Ci hanno insegnato che l’acciaio è importante,
ma stringersi la mano è la cosa più grande.
Dagli Ittiti a noi, il messaggio è diretto:
costruire il futuro con pace e rispetto.