Testo
Ascolta bene, ti racconto di noi,
200.000 anni fa, i primi veri eroi.
Homo Sapiens, segna questo nome sul diario,
ha viaggiato ovunque, senza un itinerario.
Dall’Africa profonda a ogni continente,
un passo dopo l’altro, con una grande mente.
Alti circa un metro e ottanta, forti e resistenti,
un cervello grande, molto intelligenti.
Niente mascelle enormi ma fronte piatta e chiara,
è la storia dell'uomo che qui si prepara.
Nelle caverne scure o sotto tende al vento,
abbiam sfidato il freddo in ogni momento.
Piccoli villaggi, accampamenti di capanne,
cacciando insieme tra valli e montagne.
Cacciatori esperti, pescatori nel fiume,
usiamo il fuoco e ne seguiamo il lume.
Siamo onnivori, mangiamo carne, frutti e bacche,
mentre il clan si unisce e riempie le sacche.
Lavoriamo la selce, l’osso e l’ossidiana,
per ogni necessità c’è una mano umana.
Aghi per cucire le pelli degli animali,
tendini come corde, siamo tutti uguali.
Frecce, lance e arpioni per la nostra cena,
con una forza che ci scorre in ogni vena.
Usiamo le erbe per curare i dolori,
siamo i primi artisti, siamo i primi attori.
Sulle pareti di roccia graffiti e pitture,
storie di bisonti e di grandi avventure.
Parlavamo con un linguaggio articolato,
ogni territorio era molto amato.
Il culto dei morti, un rito profondo,
per capire il mistero che avvolge il mondo.
Poi nel Neolitico la grande mutazione:
Ci stanziamo, che rivoluzione!
Coltiviamo la terra, alleviamo le mandrie,
e per collaborare formiamo le squadre.
Iniziammo a fondere i primi metalli,
mentre liberi correvano i cavalli.
Oggi guardati allo specchio e prova a pensare,
che quel Sapiens antico non ha smesso di viaggiare.
È il tuo bis-bis-nonno, è un amico sincero,
che ci ha aperto la strada e tracciato il sentiero.
Siamo figli del tempo, di una storia speciale,
un’unica famiglia, un legame universale.