Testo
Ti porto indietro, dove tutto è iniziato.
Tra la sabbia e il cielo, un regno dorato.
Ascolta bene, apri la mente,
sulle rive del Nilo, c'è un popolo potente.
Immagina un deserto, giallo e rovente,
senza una goccia, non vive la gente.
Ma c'è una striscia verde, un dono divino,
è il fiume Nilo, che segna il destino.
Lui si gonfiava, inondava la terra,
lasciava il Limo, finiva la guerra
contro la fame, cresceva il grano,
l'Egitto nasceva, chicco dopo chicco nella mano.
A capo di tutto c'era il Faraone,
non solo un re, ma un Dio in azione.
Portava la barba finta, la corona in testa,
ogni suo passo era giorno di festa.
Hanno costruito montagne di pietra,
le Piramidi a Giza, nessuna arretra.
Non servivano alieni o magia segreta,
ma calcoli giusti e una squadra completa.
Tombe giganti per toccare le stelle,
per rendere le anime eterne e belle.
E se oggi a scuola scrivi sul foglio,
agli Egizi devi dare il giusto orgoglio.
Usavano il Papiro, una pianta speciale,
per fare la carta, un'idea geniale.
E i Geroglifici? Disegni sui muri,
come le emoji, messaggi sicuri.
Un occhio, un gufo, un segno regale,
scrivere per loro era un atto sacrale.
Credevano alla vita anche dopo la morte,
per questo le mummie, bendate e forti.
Non per fare paura, ma per preservare,
il corpo che l'anima deve ritrovare.
Amavano i gatti, li trattavano da re,
se ne avevi uno, guai a chi tocca te!
Si truccavano gli occhi col kohl, nero scuro,
per proteggere la vista e lo sguardo futuro.
Hanno diviso l'anno in trecento sessanta,
giorni di sole, la storia che incanta.
Medici, ingegneri, maestri di stile,
tutto è nato grazie all'acqua del Nilo.
Gli Egizi ci insegnano, dal tempo lontano,
che con l'ingegno si costruisce il domani umano.