Testo
Ci sono due tipi che fanno la fila,
il Conte e il Marchese, gente da tremila.
Il Conte spende tutto, vuole comprarla col cash,
il Marchese ha il titolo ma è un tipo trash.
"Io sono nobile!", grida quello squattrinato,
ma Mirandolina sa che il tempo è cambiato.
Lei sorride a tutti ma non si lega a nessuno,
il suo piano è perfetto, il futuro è sicuro.
Ma ecco che arriva il Cavaliere di Ripafratta,
un tipo tosto che con le donne non tratta.
Dice: "Io le odio, sono solo un problema",
Mirandolina lo sente e cambia il sistema.
Lo prende come un gioco, una sfida personale:
"Lo farò innamorare, sarà il suo male".
Non usa la bellezza, ma l'intelligenza,
lo serve a tavola, vince la resistenza.
Gli cucina i piattini, gli dà ragione,
lo incastra nel web della sua seduzione.
Il Cavaliere cade, perde la testa,
l'odio sparisce, la passione resta.
Ma Mirandolina non è una preda facile,
il suo cuore è di ferro, mica fragile.
Quando il Cavaliere impazzisce e s'arrabbia,
lei chiude la porta, lo lascia in gabbia.
Non sposa il nobile, non cerca l'onore,
sceglie Fabrizio, il cameriere, il vero lavoratore.
Questione di business, questione di vita,
la commedia è finita, lei ha vinto la partita.
È la prima vera "Boss Girl" della storia,
che usa la testa per avere la gloria.
Smaschera i vizi di un mondo che muore,
senza aver bisogno di un finto protettore.
Goldoni ci mostra la realtà del ceto medio,
mentre la vecchia nobiltà finisce in assedio.
Mirandolina oggi è quella che non si fa usare,
che sa quanto vale e non si fa ingannare.
Togli la maschera, studia la strategia,
la realtà di Goldoni è la vera via.