Testo
Salti, capriole, fame nera.
Chi sono io?
Il re delle toppe. Arlecchino!
Nato a Bergamo Bassa, tra la polvere e i sassi
Zanni è il mio nome, veloci i miei passi
Non avevo un soldo, nemmeno un vestito
Per il Carnevale ero l'unico, zitto e sfinito
Ma gli amici veri, quelli del quartiere
Hanno preso stracci, pezzi di bandiere
Rosso, verde, giallo, blu, cuciti insieme
Dalla mia povertà è nato un fiore che non teme
Ora porto i colori di chi non ha niente
Sono l’arcobaleno in mezzo alla gente.
Servo sciocco? No, servo astuto!
Col mio "batocio" chiedo aiuto
Ho una maschera nera, naso schiacciato
Sembro un demone, ma sono rinato
La fame mi guida, la pancia comanda
In cucina rubo tutto, questa è la domanda!
Salto di qua! Salto di là!
Nessuno mi prende, nessuno lo sa!
Carlo Goldoni mi ha messo sul foglio
"Servitore di due padroni", questo è il mio orgoglio!
Uno mi paga, l'altro mi chiama
Mangio due volte, spengo la brama!
A Venezia mi muovo tra canali e calle
Racconto bugie per salvarmi la pelle
Beatrice e Florindo, che confusione
Scambio le lettere, perdo la ragione
Amo Colombina, la servetta bella
Ma Pantalone mi rincorre con la sua mascella
Sono l'acrobata della vita vera
Che ride di giorno e piange la sera
Ribalto il potere con una capriola
La mia libertà è la mia sola scuola.
Non serve l'oro per essere un re
Basta un sorriso e credere in te
Se la vita ti dà solo stracci e dolore
Cucili insieme, fanne un colore.
(Arlecchino... il principe dei poveri... Salta!)