Testo
Parto da Groot Zundert, Olanda, freddo nelle ossa
Figlio di un pastore, la vita è una scossa
Volevo salvare le anime, fare il missionario
Ma Dio l’ho trovato dipingendo il mio scenario
A 27 anni prendo i pennelli in mano
Prima era tutto scuro, tutto troppo strano
"I mangiatori di patate", facce stanche e nere
La povertà la senti, la vedi nel bicchiere
Ma dentro sento un fuoco, una fiamma che non tace
Lascio il grigio indietro, cerco solo la mia pace.
Parigi mi apre gli occhi, l’Impressionismo è un lampo
Ma è il sole della Francia che mi chiama sul campo
Theo, fratello mio, tu sei la mia colonna
Senza le tue lettere la mia mente non torna
Ti scrivo ogni giorno, sei l'unico che sente
Il rumore che ho in testa, in mezzo alla gente
Senza i tuoi soldi non mangio, non compro i colori
Siamo un'anima sola divisa in due cuori.
Arles! La Casa Gialla, volevo una tribù
Gauguin è arrivato, ma non ne posso più
La testa mi esplode, la follia mi accarezza
Prendo quel rasoio, via l'orecchio, che tristezza
Mi chiudono dentro, Saint-Rémy, le grate
Ma la mia visione non conosce le inferriate!
Guardo fuori dalla cella, il cielo si muove
Non è fermo, è un vortice, guarda come piove
Luce che gira, "Notte Stellata" sul mondo
Cipressi come fiamme che toccano il fondo
Il blu mi divora, il giallo mi salva
Ogni pennellata è una ferita che si scalda
Non dipingo la realtà, dipingo l'emozione
Quello che ho dentro, la mia prigione
Campi di grano, corvi neri che volano via
Auvers-sur-Oise, finisce qui la mia scia.
In vita ho venduto solo un quadro, uno solo
Ora valgo miliardi, ho spiccato il volo
Ma non contano i soldi, conta la passione
Trasformare il dolore in una visione
Se ti senti diverso, solo o sbagliato
Ricorda che Vincent ha sempre lottato
Guarda le stelle, non sono mai ferme
C’è luce anche nel buio, proteggi il tuo germe.