Testo
Filippo Brunelleschi, tra i grandi iniziatori del Rinascimento,
nato a Firenze, cambió il mondo in un momento.
Tutti dicevano: "Impossibile, non puoi farlo",
ma lui guardava il cielo, pronto a rivoluzionarlo.
Orafo, scultore, architetto, matematico, scenografo,
ingegnere e intellettuale, posso farti un autografo.
Ma Non sono un capomastro, porto l’arte liberale,
uso moduli e braccia fiorentine, armonia strutturale.
Archi a tutto sesto, ordini classici e rigore,
pietra serena su intonaco bianco, puro splendore.
Siamo nel Quattrocento, l'aria è carica di sfida,
l'arte del passato ormai non è più una guida.
Nel mille e quattrocento un concorso per il Battistero, le porte di bronzo da creare
Ghiberti mi batte,ma niente mi puó fermare
Vado a Roma con Donatello, studiamo tra le rovine,
capisco che la logica non deve avere mai confine.
Invento la prospettiva lineare, un calcolo matematico,
trasformo lo spazio piano in un mondo dinamico.
Torno in città con la prospettiva,
disegno la realtà in tre-dimensioni, la rendo viva!
E poi quel buco nel cielo, il Duomo è senza testa,
nessuno sa come chiuderlo, la città è in tempesta.
Vogliono le impalcature, io dico: "No, faccio da solo",
costruisco una cupola che prende il volo.
Santa Maria del Fiore, doppia calotta e ingegno,
quattro milioni di mattoni, sale senza sostegno."
Uso la "spina di pesce", tecnica antica e geniale,
Senza centine in legno, è autoportante un miracolo strutturale.
Guarda lo Spedale degli Innocenti, che simmetria,
moduli uguali, armonia, sembra pura magia.
San Lorenzo e Santo Spirito, luce e rigore,
non sono solo muri, è ordine, è valore.
Ero un tipo tosto, brusco, ma sapevo il fatto mio,
per dare forma al mondo ho sfidato l'oblio.
Oggi guardi i grattacieli, il design, la realtà virtuale?
Senza la sua prospettiva, sarebbe tutto uguale.
Se hai un sogno grande e il mondo ti dice di no,
pensa alla Cupola di Brunelleschi e a quanto lui lottò.