Testo
Nato a Maglie nel 1916, ma Roma è la sua scena,
Aldo Moro, il Professore, mente lucida e serena.
Tra i banchi della Sapienza, i ragazzi e la speranza,
insegnava che l'ascolto colma ogni mancanza.
In un’Italia divisa, tra il bianco e il rosso acceso,
lui cercava quel legame che non era mai stato reso.
Niente muri o barriere, ma un progetto di unione,
perché il bene del Paese viene prima dell’ambizione.
Lottava contro il fango di chi non vuole cambiare,
chi preferisce l'odio e non sa neanche dialogare.
Diceva: "Siate liberi", ma con responsabilità,
perché la vera forza è la solidarietà.
Non era solo tattica, era amore per la gente,
portare chi sta fuori finalmente nel presente.
Lo chiamavano lo statista, ma era un uomo di parola,
uno che ascoltava tutti, come fossimo a scuola.
Un "tessitore" di sogni, con la pazienza nel cuore,
cercava un futuro giusto, senza odio né timore.
Anni di Piombo, il clima è pesante, aria di scontro,
ma lui va dritto, non guarda mai il tornaconto.
Il "Compromesso Storico", un'idea, una visione,
far parlare gli opposti per cambiare la nazione.
Moro non è solo un nome sopra un libro di storia,
è l'idea che la gentilezza vince sempre sulla boria.
Blitz in via Fani, cala il buio profondo,
le BR lo prendono per fermare il suo mondo.
Bersaglio del piombo per bloccare il domani,
perché la pace fa paura a chi ha il fuoco tra le mani.
Umanità pura, nelle lettere che ha scritto,
un padre, un amico, che non si è mai sentito sconfitto.
Diceva: "Non moriremo se saremo persone vere",
un messaggio che spacca, oltre le frontiere.
Oggi Moro ci insegna che non serve urlare,
che la politica è cura, non è solo comandare.
Prendi in mano il tuo tempo, impara a negoziare,
perché un mondo che si ascolta è un mondo da amare.
Aldo Moro, il prof che non ci ha mai lasciati soli,
un esempio che risuona, oltre i vecchi ruoli.
Un ponte verso il futuro, una luce che resta,
cammina a testa alta, con la sua visione in testa.