Testo
Dacia Maraini, il nome che scrive la libertà,
tra memoria, coraggio e pura realtà.
Non è solo prosa, è una rivolta che cammina,
da Fiesole al mondo, una luce che s’avvicina.
1936, l’inizio del viaggio,
in Giappone da bimba, serve tutto il coraggio.
Due anni in un campo, prigioniera senza colpa,
la fame che morde, ma l'anima non si piega, è sciolta.
Lì impara che il silenzio è una gabbia d’acciaio,
e che scrivere è l'unico modo per uscire dal buio.
Torna in Sicilia, a Bagheria, tra agrumi e nobiltà,
scoprendo che ogni donna cerca la sua dignità.
Dà voce a Marianna, la duchessa che non parla,
nel 700 muta, ma il cuore urla.
"La lunga vita", un successo che spacca il muro,
perché il passato di Dacia illumina il nostro futuro.
Con 'Marianna' il Campiello, con 'Buio' lo Strega,
la sua penna è un dono che al mondo si lega.
Non sono solo titoli o medaglie sul petto,
ma di un’Italia colta il più grande rispetto.
Compagna di vita di Moravia, viaggiando lontano,
con Pasolini in Africa, stringendo ogni mano.
Non è solo letteratura, è impegno sociale,
contro ogni violenza, contro il male patriarcale.
Non solo pagine, ma polvere di teatro,
alla Maddalena ogni silenzio è spezzato.
Con 'Buio' racconta il dolore più atroce,
perché ai più piccoli voleva dare voce.
Dall' 'Età del malessere' a 'Donna in guerra',
ha scavato solchi profondi in questa terra.
Ci ha mostrato un 'Corpo felice' e ribelle,
che scrive la storia sotto la propria pelle.
Scrive di Chiara d’Assisi, una donna ribelle,
che rompe gli schemi sotto le stesse stelle.
Dacia ci insegna che il corpo è un campo di battaglia,
e che ogni ragazza deve oltrepassare la soglia.
Non chiamarla solo scrittrice, lei è una guerriera,
con la penna in mano ha abbattuto ogni frontiera.
Diritto all’aborto, battaglie di civiltà,
ha portato le donne dentro la modernità.
Oggi Dacia è qui, una guida, un’amica vera,
ci dice che la cultura è la nostra bandiera.
Usa le parole come scudi, non aver paura,
la tua storia è importante, è la tua avventura.