Testo
Oggi 10 giugno, un giorno speciale,
È la festa della nostra Marina Militare.
Onore e lealtà, la loro bandiera,
difendono il mare da mattina a sera.
Soccorrono vite in mezzo alla tempesta,
con spirito puro e un'anima onesta.
Un lavoro costante, un grande valore,
portano al mondo il nostro tricolore.
Ora ascolta la storia di un mare profondo,
di un’impresa navale che ha scosso il mondo.
10 giugno 1918,
Mare Adriatico, il nemico è nella notte avvolto.
Luigi Rizzo, un comandante fiero,
guida il MAS quindici, uno scafo leggero.
Al suo fianco Aonzo, col MAS ventuno,
due lupi di mare, non temon nessuno.
Piccoli scafi, legno e motori,
ma dentro battono dei grandi cuori.
La foschia nasconde la flotta nemica,
la grande armata che avanza a fatica.
Aonzo l'attacca, ma il fato è silente:
colpisce, ma non scoppia niente.
La "Szent István", una nave gigante,
una corazzata dal peso schiacciante.
Ventimila tonnellate sul mare,
nessuno pensava si potesse affondare.
Ma Rizzo non trema, calcola il tempo,
elude la scorta, veloce nel vento.
Non ha cannoni, ha solo siluri,
rompe le linee, supera i muri.
L'alba è vicina, l'aria è salina,
vicino a Premuda la storia si incrina.
Taglia le onde, si lancia in attacco,
mira al gigante e gli dà il suo scacco.
Via i siluri, esplosione nell'onda!
Il mostro d'acciaio si piega e affonda.
La caccia nemica si getta all'inseguimento,
ma Rizzo è astuto, non perde un momento.
Sgancia due bombe, esplode la scia,
blocca chi insegue e si lancia via!
Il piccolo MAS mostra un grande potere,
l'ingegno italiano si fa ben vedere.
Rizzo fa rotta e scappa veloce,
lasciando l'Impero privo di voce.
Un'azione perfetta, un lampo di genio,
un mito che vive per ogni decennio.
Dalle barche di legno alle flotte di adesso,
proteggono l'acqua con grande successo.
Un faro di pace, un porto sicuro,
onore alla storia, guardando al futuro.