Testo
Siamo a Como, 1700, un lampo spacca il buio totale,
Alessandro Volta entra in scena, un genio fuori dal normale.
Nato nel 1745, famiglia di nobili,
lui preferisce i laboratori ai piaceri deboli.
Non parla fino a quattro anni, lo credevano lento,
invece stava solo caricando il suo fomento.
A diciotto anni scrive già di elettricità,
ma è nel 1776 che un’altra idea nascerà.
Scopre il Metano in riva al canneto,
"aria infiammabile" che svela un grande segreto.
Smuove il fondo col bastone, la cattura in un’ampolla,
l'energia è pronta a esplodere e il suo genio decolla.
Ma la sfida vera arriva con un amico scienziato,
Luigi Galvani dice: "Il segreto è nel corpo animato!".
Guarda le rane che ballano, dice che è forza vitale,
Alessandro risponde: "No, è il metallo che genera
il flusso, il tuo è un errore fatale!"
Non è la rana, è il metallo che fa il contatto,
Volta lo prova, lo studia, firma il suo patto!
Mette insieme zinco e rame, i dischi in colonna,
tra acqua e sale il segreto, la storia s’incorona.
È il 1800, l’Europa resta senza fiato,
nasce la Pila, il primo flusso continuo è arrivato!
Niente più scintille brevi che spariscono in fretta,
ora l’elettricità è costante, corre come una saetta.
Napoleone lo premia a Parigi e poi lo nomina Conte,
perché Alessandro ha aperto al mondo un nuovo orizzonte.
Inventa l’elettroforo, l’eudiometro, non si ferma mai,
se cerchi il progresso, è tra le sue mani che lo troverai.
Insegna a Pavia, professore stimato e importante,
mentre crea la sua "pistola" dal guizzo fiammeggiante:
con gas e scintille ha sognato il movemento,
del motore moderno è stato il primo fermento.
Dal 1881 il "Volt" è misura universale,
il tributo del mondo a un genio intellettuale.
A Camnago riposa, tra la terra e la sua gente,
ma la sua scossa vive in ogni mente presente.
Dallo smartphone in tasca alla luce in ogni stanza,
il progresso cammina sulla sua eredità immensa.
Da Como all’eternità, il suo nome resta scritto,
perché grazie a Volta il buio è stato sconfitto.