Testo
Sono Guglielmo Marconi, nato a Bologna, 1874,
un’idea in testa, un sogno affatto matto.
A Villa Griffone cercavo il segreto del vento,
trasmettere segnali nell’aria, senza fili, in un momento.
Dicono "è impossibile", ma non sento la loro voce,
carico l’energia, il mio pensiero corre veloce.
Poco più di vent’anni, un colpo di fucile nella collina,
il segnale è arrivato oltre l’ostacolo, la storia cammina!
L'Italia non mi ascolta, allora volo a Londra, verso il futuro,
brevetto il mio sistema, abbatto ogni muro.
In Cornovaglia, il freddo morde ma io resto qua,
tre punti, una "S", il segnale attraversa l’immensità.
Dall’altra parte del mare, in America, sentono il ticchettio,
ho unito i continenti, il mondo ora parla, il merito è mio.
Non è solo scienza, è salvare vite in mezzo alla tempesta,
col Titanic che affonda, il mio SOS resta.
Senza la mia radio, il silenzio avrebbe vinto sul mare,
ma io ho dato un’ancora a chi non sapeva come chiamare.
Ho vinto il Nobel, sì, ma non mi sono mai fermato,
studiavo le onde corte, guardando oltre l’orizzonte passato.
Dal mio yacht Elettra, laboratorio in mezzo alle onde,
cercavo risposte dove il mistero più grande si nasconde.
Oggi mi trovi ovunque, anche se non vedi la mia faccia,
in ogni segnale Wi-Fi che nel vuoto lascia una traccia.
Il tuo Smartphone, il Bluetooth, ogni connessione,
nasce dal mio coraggio, dalla mia folle intuizione.
Non servono cavi per restare vicini e sognare in grande,
sono Guglielmo Marconi, la frequenza che il mondo espande.
Sintonizzati sul domani, non aver paura di osare,
perché chi ha una visione, l'impossibile può catturare!