Testo
Dicono che sono quello del dubbio.
Ma tu lo sai cosa si prova quando perdi tutto?
Lui mi ha guardato e ho lasciato le reti a marcire
Ho seguito un sogno che non potevo capire.
Eravamo fratelli, ridevamo intorno al fuoco
Ma poi la fine è arrivata, e non è stato un gioco.
L'ho visto spegnersi, appeso a quel legno crudele
E la mia fede si è sciolta come cera, come miele.
Mi sono chiuso nel buio, lontano dal gruppo
Perché la speranza, a volte, è un veleno, un trucco.
Sono tornati correndo, con gli occhi sgranati
"È vivo, Tommaso! I nostri sogni sono tornati!"
Li ho guardati con rabbia, con il cuore di ghiaccio
"Non prendetemi in giro, non voglio un altro abbraccio
Che sia solo fantasma, o un'ombra della mente
Se non tocco i segni, per me non è niente!"
Non ero cattivo, ero solo un uomo spezzato
Che ha paura di amare ciò che ha già sotterrato.
Volevo la carne, il sangue, la prova tangibile
Perché fidarsi ancora mi sembrava impossibile.
Poi quella sera, l'aria è cambiata all'improvviso
Non servivano parole, bastava quel viso.
Mi ha mostrato le mani, distrutte e reali
Non era un Dio lontano, eravamo uguali.
"Metti qui il dito, Tommaso, senti lo strappo"
Ho toccato il dolore, e ho trovato il riscatto.
Non mi sono inginocchiato per paura o dottrina
Ma perché ho ritrovato l'amico, la mia medicina.
Ho pianto come un bambino, ho perso la corazza
L'amore vero ritorna, ti cerca, ti spiazza.
Il mio dubbio non era un muro, era solo un ponte.
Per cercare la luce oltre l'orizzonte.
Sono Tommaso, specchio della tua umanità,
Ho avuto bisogno di toccare per sentire la realtà.
Ma la lezione più grande non è in ciò che vedi,
È nella forza che trovi quando in fondo ci credi.
Che sia un amico, un sogno o un amore profondo,
È quel legame invisibile che regge il mondo.
Non aver paura di chiedere, di cercare il perché.
La risposta che cerchi...
È già dentro di te.