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Testo
Siamo nell'Egitto, caldo e dorato,
Ma per il popolo ebreo il tempo è sbagliato.
Un bimbo in una cesta naviga sul Nilo,
La figlia del Faraone lo salva per un filo.
Cresce nel palazzo, è un principe reale,
Ma scopre le sue origini e sente il male.
Vede i suoi fratelli schiavi sotto il sole,
Non riesce a stare zitto, gli mancan le parole.
Scappa nel deserto, lascia la corona,
Ora fa il pastore, la vita gli risuona.
Ma un giorno vede un roveto che brucia, fa calore,
Una voce lo chiama e gli scalda il cuore.
"Mosè, torna indietro, libera la gente!"
Lui trema e balbetta: "Non sono potente!"
Ha paura, dice: "Perché proprio io?"
"Non temere, Mosè, sarò la voce, sono Dio".
Torna dal Faraone senza armi e soldati,
Solo con un bastone e i sogni sperati.
"Lascia andare il mio popolo", grida con ardore,
Quello ride, non capisce il dolore
Ma arrivano dieci piaghe, fan capire la questione
Il Nilo è di sangue, le rane, il buio totale
Il Re si piega, capisce il male.
Escono in marcia, verso la libertà,
Ma l'esercito arriva, nessuna pietà.
Sembra tutto perso, l'acqua è un muro blu,
Ma Mosè alza il braccio e guarda lassù.
Il Mar Rosso si apre, diventa un sentiero,
Passano all'asciutto, un miracolo vero!
Dall'altra parte cantano, la gioia è infinita,
Hanno vinto la paura, hanno vinto la vita.
Sul Monte Sinai poi sale da solo,
Per dare delle regole, per prendere il volo.
Dieci Comandamenti, semplici e chiari,
Per vivere insieme e non essere avari.
Non rubare, non mentire, vogliamoci bene,
Così si spezzano per sempre le catene.
Mosè ci ha insegnato che anche se sei piccolo,
Se hai fede nel cuore superi l'ostacolo.
Non serve esser re per cambiare la storia,
Basta un po' di coraggio e avrai la vittoria.