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Testo
Tutto inizia con un re, Ciro il Grande si chiamava,
non era un prepotente che urlava e sgridava.
Lui conquistava le terre, ma con il cuore aperto,
liberava gli schiavi, questo è un fatto certo.
Scrisse le sue leggi su un cilindro d'argilla,
la prima carta dei diritti, una luce che brilla.
Diceva: "Ognuno preghi il Dio che gli pare",
nessuno deve essere forzato ad amare.
Un messaggio potente, di pace e d’unione,
che costruì un impero, mattone su mattone.
Era un regno gigante, dall'India alla Grecia,
per controllarlo tutto non bastava una freccia.
Allora il re Dario, un genio dell'organizzazione,
divise tutto in zone, fece una suddivisione.
Le chiamarono Satrapìe, province speciali,
con a capo i Sàtrapi, governatori leali.
E per parlare veloce, senza perdere tempo,
costruirono una strada che sfidava il vento.
La "Via Reale", lunga migliaia di chilometri,
percorsa al galoppo, sfidando i cronometri.
Correvano giorno e notte, portavano i messaggi:
i primi postini della storia erano dei saggi!
E poi che meraviglia, i loro giardini in fiore,
chiamati "Paradiso", pieni di colore.
Hanno inventato i tappeti per stare comodi a terra,
e i mulini a vento, non pensavano solo alla guerra.
Anche se avevano un esercito che faceva tremare,
gli "Immortali", diecimila soldati pronti a marciare.
Sembravano magici, non finivano mai,
ma i Persiani cercavano la luce più dei guai.
Guardavano il fuoco, simbolo di purezza,
Zarathustra insegnava la via della saggezza.
Scegliere il bene e scacciare via il male,
una lotta eterna, un pensiero speciale.
Oggi guardiamo l'Iran e pensiamo a quel passato,
un popolo fiero che tanto ci ha regalato.
Non solo guerrieri, ma poeti e inventori,
che hanno riempito la storia di mille colori.