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Testo
Siamo i Babilonesi, nati in Mesopotamia,
tra due grandi fiumi, terra di magia.
Mille anni prima di Cristo, un tempo lontano,
ma il nostro ingegno è ancora nella tua mano.
Usiamo l'argilla, il fango della terra,
ci costruiamo città e non solo per la guerra.
Mattoni cotti al sole, mura giganti,
Babilonia è la regina, siamo tutti quanti
fieri della nostra casa, la Porta degli Dei,
se entri qui ti stupisci, siamo i tuoi trofei.
C'era un re potente, Hammurabi il suo nome,
voleva la giustizia, non solo le corone.
Ha scritto le leggi su una pietra nera,
perché la regola fosse chiara e vera.
Prima le parole volavano via col vento,
ora sono scritte, restano nel tempo.
Occhio per occhio, forse un po' severo,
ma per la prima volta il diritto era sincero.
Il forte non può più schiacciare il debole a caso,
la legge è scritta lì, scolpita col naso
all'insù per leggerla nella piazza centrale,
la giustizia è nata qui, ed è fondamentale.
E poi guardiamo il cielo, contiamo le stelle,
siamo scienziati con menti molto belle.
Scriviamo a cunei su tavolette fresche,
segni triangolari come piccole esche.
Non usiamo la carta, ma duriamo in eterno,
la nostra scrittura è il primo quaderno.
Sai contare il tempo? Beh, devi ringraziare noi.
Il sistema sessagesimale, lo usano i tuoi eroi.
Sessanta secondi, sessanta minuti l'ora,
siamo noi che l'abbiamo deciso, e si usa ancora.
Un cerchio perfetto di trecentosessanta gradi,
la nostra matematica apre tutte le strade.
Astronomi esperti, prevediamo l'eclissi,
molto prima dei greci, molto prima che tu capissi
che il cielo è una mappa da poter studiare,
noi Babilonesi amiamo calcolare.
Ma non siamo solo numeri e leggi severe,
abbiamo creato meraviglie, cose vere.
Nabucodonosor, un re innamorato,
per la sua regina un giardino ha creato.
I Giardini Pensili, sospesi nel blu,
alberi sui tetti, non si è visto mai più
una cosa così bella, nel deserto un fiore,
costruito con ingegno e con tanto amore.
E la Porta di Ishtar, coi mattoni smaltati,
blu come la notte, leoni dorati.
Una via processionale che ti lascia a bocca aperta,
la nostra bellezza è una grande scoperta.
Oggi guardi l'orologio e vedi il sessanta,
ricorda Babilonia, la civiltà che canta.
Abbiamo dato le leggi, la scrittura e il tempo,
siamo i Babilonesi, vivi in ogni momento.
Dall'argilla al futuro, il passo è breve.
La storia ci insegna, leggero come neve.
Babilonia vive.