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Testo
Siamo in Italia, tanto tempo fa,
prima che Roma fosse la grande città.
Tra l’Arno e il Tevere, un popolo speciale,
segna questo nome: l’Etrusco è l’originale!
Toscana, Lazio e l’Umbria verdeggiante,
erano artisti e un popolo commerciante.
Guerrieri fieri, ma con il gusto del bello,
scolpivano la storia col fuoco e col pennello.
Immagina un banchetto, luci e allegria,
dove la donna non restava mai in balia.
A tavola col marito, libera ed elegante,
nel mondo antico era un passo importante!
Portavano gioielli, oro lavorato,
con la "granulazione" il mondo hanno incantato.
E il "Bucchero" nero, ceramica lucente,
che ancora oggi stupisce tutta la gente.
Guardavano il cielo, leggevano il fulmine,
per gli auguri il destino non aveva un culmine.
Esperti di fegato e di divinazione,
ogni segno divino era una missione.
Hanno costruito archi, strade e canali,
ingegneri esperti, davvero geniali!
Le loro città sono case per l'eterno,
a Cerveteri e Tarquinia vincono l'inverno.
Tombe dipinte come stanze da letto,
perché la vita per loro era un tragitto perfetto.
Hanno insegnato ai Romani la scrittura e il decoro,
l'alfabeto che usiamo è un po' merito loro.
Dagli Etruschi impariamo l'amore per la terra,
che la pace è più dolce di qualunque guerra.
Oggi cammini tra i colli e la marina,
e senti un'eco che da lontano si avvicina.
L'Etrusco è un amico, un grande antenato,
che il seme della nostra cultura ha piantato.