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Testo
Dopo il guerriero Romolo, il clima è cambiato
A Roma serviva un re che non fosse armato
Arriva dai Sabini, un uomo saggio e tranquillo
Il suo nome è Numa, Numa Pompilio.
Non cerca la gloria con la spada in mano
Lui vuole la pace per il popolo romano
Niente guardie del corpo, niente lusso sfrenato
Cammina nei boschi, nel verde immerso e beato.
Mentre tutti pensavano solo a combattere
Lui chiude il tempio di Giano, le porte fa abbattere
Dice: "Basta guerre, ora si usa la testa"
E accende il fuoco sacro nel tempio di Vesta.
Insegna il rispetto, le leggi e il rito
Per rendere Roma un posto più unito.
Nel bosco segreto c'è una fonte speciale
Dove incontra Egeria, una ninfa immortale.
Non è solo un re, è un uomo che ascolta
Lei gli sussurra consigli, volta per volta.
"Numa," gli dice, "il tempo va misurato,
Il cielo e la luna ti hanno parlato".
Ed ecco il regalo che ancora oggi usiamo
Il Calendario, con cui i giorni contiamo.
Prima erano 10, un conto imperfetto
Numa ne aggiunge 2, con grande rispetto.
Gennaio e Febbraio li ha messi lui in lista
Un genio dei numeri, un vero artista.
12 mesi per seguire la luna
Portando a Roma ordine e fortuna.
Niente più caos tra semina e raccolto
Numa ha capito, Numa ha risolto.
Non serve la forza per essere un grande
La sua saggezza si spande e si espande.
Ha creato i Pontefici, i Salii e le feste
Per togliere le armi e mettere le vesti.
Un re che ha scelto di non fare rumore
Ma ha costruito le basi con tanto amore.
Quindi se oggi guardi la data sul cell
Ringrazia Numa, il re peace and love, quello bel.
La legge è più forte della spada che taglia
Questa è la vittoria, senza battaglia.
Numa Pompilio, il re della pace
La sua luce a Roma ancora ci piace.